L'ultimo disco di Mina l'aliena e i nuovi incontri indie

22 novembre 2011 - l'Unita

di Diego Perugini


La copertina è strana e un po’ inquietante: un’immagine di Mina in versione
extraterrestre, quasi una divinità della stirpe degli Anunnaki. I più maliziosi
ci potrebbero cogliere una sottile esibizione di superbia: come dire che nel
povero mondo della musica d’oggi Mina resta un’aliena. Giochi d’interpretazione
a parte, la signora Mazzini torna un mese prima di Natale con un nuovo lavoro,
Piccolino, pronta ad azzannare l’ormai sempre più esangue mercato discografico.
Immagini da fantascienza, si diceva, da spazio profondo e in un lunare bianco e
nero per un disco virato su toni più sobri e notturni, languidamente classici.
Ultimamente la tigre di Cremona ci aveva abituato a strani incontri ed
eterogenei flirt col mondo indie, reinventando a suo modo il mondo di Boosta,
Afterhours e Benvegnù. Il nome «giovane» più forte è quello di Giuliano
Sangiorgi, «prezzemolino» d’autore nonché leader dei Negramaro, che firma un
paio di pezzi. «Due anni fa - racconta Giuliano - a un concerto a Torino ho
cantato due brani di Mina, Bugiardo incosciente e Un anno d’amore. A un certo
punto mi ha telefonato sua figlia, alle due di notte, e me l’ha passata. Era
emozionata, mi ha detto che non si era mai commossa così tanto ascoltando una
sua canzone». Una stima che la storica vocalist ha ribadito sulle pagine di
Vanity Fair: «Giuliano canta da paura. I provini che mi ha mandato sono
splendidi. I pezzi molto belli. La cantante è carente se confrontata con l’onda
d’urto della sua voce. No, non è vero, me la cavicchio anch’io. Scherzo, ma
mica tanto. Io credo che l’autore è quello che meglio esprime l’anima di un
pezzo».
UN PIZZICO DI ESOTISMO
Al di là dei complimenti, i due titoli dell’artista salentino sono fra i più
interessanti: Brucio di te vede Mina molto a suo agio in quel crescendo
d’emozioni e d’intensità, con intriganti controcanti simil-rap nel finale.
Mentre E così sia è più acrobatica e ambiziosa, con tracce di bolero e oltre
cinque minuti di durata, nel racconto di un’implacabile ossessione amorosa. E
l’amore, declinato nelle sue varie sfaccettature, è il tema principe di un
disco sempre piuttosto eclettico nelle scelte, ma con atmosfere più notturne ed
intimiste, meno divagazioni e bizzarrie, e un certo ritorno al classico che i
vecchi fan non disdegneranno. È il caso, per esempio, di Questa canzone, il
brano «senza autore» per cui s’è mobilitata la forza del web: niente batteria,
archi a profusione, sapori anni 60 e un pizzico di jazz. Tutto molto déjà vu,
ma di classe.
Discorso simile per L’uomo dell’autunno di Maurizio Fabrizio, dove la
componente sinfonica viene accentuata in una sorta di romanza per orchestra e
voce, dimensione ideale per il canto spiegato di Mina. Che, invece, si concede
qualche vocalizzo più «sporco» e urlato nel blues moderno di Canzone maledetta
di Mingardi, efficace nel raccontare pene e incazzature di un amore finito
male. C’è pure un pizzico di (contenuto) esotismo nella cover di Ainda Ben, dal
repertorio della brasiliana Marisa Monte, piacevolmente jazzata e con un bel
solo di pianoforte.
Per i fan più sfegatati il disco uscirà anche in versione deluxe con quattro
brani extra (tra cui Dottor Roberto, una canzone-sketch in cui lascia completamente
la scena alla voce recitante maschile, quella di un misconosciuto ottico di
Aviano) e un libretto di 28 pagine. E se, come sempre, la protagonista non
concede interviste, a parlare ci pensa il figlio produttore Massimiliano Pani: «È
uno dei dischi in cui Mina ha cantato meglio in assoluto. Ci sono colori
strepitosi, in alcuni brani ha una voce potentissima, altri li canta con un
filo di voce. Usa la voce come uno strumento, non urla dall’inizio alla fine
come fanno tanti, come fanno nei talent show». Ma, alla fine, il discorso non
può non cadere su un eventuale ritorno di mamma in pubblico: «La scelta di non
fare più tv e spettacoli l’ha sempre mantenuta con grande coerenza. E ha sempre
dimostrato amore e rispetto per il suo pubblico. Negli ultimi tre anni ha
pubblicato tre cd di inediti, cosa che nessuno fa. Ma non so dire se tornerà.
Se farà qualcosa sarà perché ha trovato un’idea e un linguaggio che vuole
percorrere, come fece col video su Internet. Le sue non sono logiche di
mercato, ma logiche artistiche. Non tornerà perché la Rai le offre dei soldi,
ma per un progetto che l’affascina».

« back