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Vanity Fair n. 5/2012 del 8/02/2012


Quella violenza che mi ha reso solo. Era bambino quando subì l’orrore che gli ha rovinato la vita. E che ancora gliela condiziona, tanti anni dopo.

Cara Mina, quando avevo 8 anni, fino ai 14, ho subìto violenze sessuali da mio zio, che adesso è morto. A 19 mi sono trasferito a Londra. La tua musica mi ha sempre accompagnato. Ora, a 42 anni, mi rendo conto che non ho mai avuto una relazione stabile: continuo a ributtarmi in storie di sesso a base sado-maso dove io, agendo da master, mi accorgo di ripercorrere le esperienze fatte da piccolo. Non riesco a uscirne, anche se sono stato dagli psicologi. Devo arrendermi all'idea di rimanere zitello? Ti amo, tuo Danilo

Quando sento vicende come la tua perdo ogni traccia di civiltà. Mi sale un odio... Se si toccano i bambini divento una bestia. Tuo zio è morto. Bene. Spero che sia morto male, tra mille dolori. Spero che sia morto giovane. Spero che non sia stato amato da nessuno. Spero che abbia avuto una vita orrenda. Non tu, ma lui doveva andare da psicologi. So poco di queste faccende. Mi risulta, però, che la tua condotta sessuale sia una costante tra chi ha avuto la tua “esperienza”. Ti vorrei aiutare, ma non so proprio come fare. Non devi arrenderti all’idea di rimanere solo. Ti auguro di incontrare una persona illuminata che possa veramente modificare la tua vita. Per quanto è nelle mie possibilità, continuerò ad accompagnarti con le mie canzoncine. Ti abbraccio, carissimo Danilo.




Ti ascolta a 9 mesi

Quando ho visto il varietà di Fiorello, mi son detta che é bellissimo accendere la televisione e avere qualcuno che ti inviti a ridere. Insomma la TV è un mezzo di informazione, ma anche di compagnia e di divertimento. Ci si può divertire e imparare con persone geniali come Benigni, Celentano, Fiorello e tu, cara Mina, che sei la maestra del canto, della musica e della poesia nell'interpretazione. Oggi faccio ascoltare i tuoi brani alla mia bimba Giuliana, di 9 mesi. Tutto questo per ringraziarti di avermi dato tanti bei momenti nell'ascoltarti e, per quelli che ci darai ancora.
 Graziella

Spero che la tua piccola Giuliana si addormenti, ascoltandomi cantare. Per me sarebbe già una grande ricompensa. Bella Graziella, ti ringrazio. Un bacio.




Nemmeno vicino ai peperoni

Talvolta mi capita di fantasticare su di lei mentre fa shopping o più semplicemente la spesa del sabato... Qualche volta dall'Italia passo il confine per far compere a Mendrisio... e talvolta mi allungo pure a Lugano illudendomi di incontrarla tra un negozio di abbigliamento, uno scaffale Ikea o al supermercato fra un sugo pronto e le bottiglie di Evian... Ma niente, non la incontro nemmeno vicino ai peperoni! Ma Mina fa le compere come noi comuni mortali? Massi

Ma perché, Massi, non credi che io sia una comune mortale? “Non ho occhi? Non ho mani, organi, misure, sensi, affetti, passioni, non mangio lo stesso cibo, non vengo ferita con le stesse armi, non sono soggetta agli stessi disastri, non guarisco allo stesso modo, non sento caldo o freddo nelle stesse estati e inverni? Se mi ferite non sanguino? Se mi solleticate, poi, non rido? Se mi avvelenate non muoio?”.




All’anagrafe Giustini

Sono Daniela, per davvero all'anagrafe Giustini, single, assistente informatico presso Ministero Interno, "romana de Roma". A Natale sono uscita per vedere i negozi, tutti intorno a me correvano pieni di sacchetti e io ho capito che quello non era il mio posto, me ne sono tornata a casa non senza aver alzato lo sguardo al cielo limpido. Quella vita e quella gente per me non ci sono più. Sola da troppo tempo con la mia shi-tsu Peggy di anni 7, a volte piango anch'io. Banale vita, banale cognome e banali coincidenze...uffa...ariecco le lacrime.
Un saluto dall'assistente Giustini

Carissima Daniela, mi piaci molto. Mi fa un grande piacere che tu ti riferisca al mio adorato ragionier Giustini. A questo proposito ti segnalo un librino che descrive un personaggio che gli somiglia molto: “Aveva piovuto tutta la domenica” di Philippe Delerm. Certo, non è Gadda, ma c’è una tenerezza e una dolcezza per le “vite banali”, come dici tu, che mi conferma che non esiste niente di mediocre, nientissimo di banale. Ringrazio Luigi che mi ha mandato questo libro e mi scuso di aver perso il suo indirizzo. Ciao. Sei una squisitezza.




Speciale Vanity C’È Mina Per Voi del 6 febbraio , 2012 Tradita e incinta, non trovo più le parole

Cara Mina, ho 34 anni e non ho tante parole ultimamente. Avevo una relazione che durava da due anni con un ragazzo con il quale un anno fa sono andata a convivere. Gioie, viaggi, progetti, casa insieme. Ero felice. A ottobre ho scoperto di essere incinta, di un figlio molto desiderato da entrambi. Ai primi di dicembre stringo la mano al mio compagno mentre eseguo un’ecografia molto importante. Lo stesso giorno scopro che mi tradisce da 15 giorni. Lo stesso giorno scappa di casa e non torna più. Dice che ama quest’altra. Mi dice anche che la sua nuova fiamma è a conoscenza di tutto. Io vedo solo follia. Ma ho una vita che si chiamerà Elena. Mi torna il sorriso solo al pensiero della piccola che arriverà. Anna

Mamma mia, che storiaccia. A parte il patetico fatto di essere padre di tua figlia e l’immeritato ruolo da indimenticabile che gliene deriverà, ti conviene giustamente relegare il cretino nell’immenso ambito della “follia”, un recinto in eterna progressiva espansione, sempre pieno di nuovi campioni, capaci delle più svariate e sorprendenti azioni. La tua vita adesso cambia nome, come dici. Ogni prossima gioia avrà un filtro e un riferimento obbligato. Elena è molto di più di quello che puoi immaginare, vedrai. Ti abbraccio.




Speciale Vanity C’È Mina Per Voi del 7 febbraio , 2012 Diciotto anni e una montagna di dubbi

Cara Mina, 17 anni, quasi 18, tanti piccoli dubbi che sembrano insormontabili come l’onda di Hokusai. Nella mente il sogno di dedicare un giorno a qualcuno il tuo dolce “Amor mio”, ma tanta paura di crescere. Dovrei fare Giurisprudenza, come dicono i miei, o seguire il sogno di insegnare letteratura? E quella passione per il teatro? Almeno all’orizzonte si intravede un “personal Jesus”: un bel ragazzo con barba, lunghi capelli e si spera grande personalità, con cui, chissà… Guendalina

Stai vivendo il particolarissimo periodo della fretta. Ti si accavallano tutte insieme le tante soluzioni possibili per ogni aspetto della vita: studi, lavoro, affari di cuore. Ti piacerebbe riuscire a dipanare in un attimo l’ingarbugliamento della molteplicità delle scelte. Lasciami dire una banalità da decrepita. Questo è il fascino dell’adolescenza, l’irripetibile momento di libertà. Quando i giochi non sono ancora fatti. I dubbi stessi sono i segnali della libertà. Come consiglio ti direi di goderti l’apertura a tutte le decisioni, senza renderle alternative l’una all’altra. Vale tutto. La letteratura, la giurisprudenza, il teatro, i bei ragazzi con barba e capelli lunghi, sono sogni davanti a te che aspettano che il tuo cuore e il tuo cervello li percorrano.




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