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Vanity Fair n. 10/2012 del 14/03/2012
Come faccio senza le sue mani? “E il suo sorriso dolcissimo, e la sua voce calda?”. Sopravvivere alla perdita di una persona “tanto amata”
Cara Mina, mi permetta e mi conceda se commento la sua sensazione di disagio, uscendo di casa, quando le giornate sono soleggiate. Secondo me, lei risente ancora del clamore mediatico. Purtroppo un soggetto inevitabilmente diventa oggetto. Indubbiamente, ha lasciato il segno. Il vento e la pioggia ne sono la conferma. Uscire di casa, nelle condizioni meteo più sfavorevoli, significa non vedere nessuno. Infatti, la gente comune soffre sotto le raffiche di vento e la pioggia. La capisco, perfettamente, perché anch’io rifuggo dalle fulgide giornate. Mi creda, e accetti se le dico che le voglio un gran bene unitamente a Benedetta, Massimiliano e piccolino. Chiara
Può darsi, cara Chiara. Vedi, questo “disagio” mi accompagna da quando ero piccola. Ricordo che mi hanno portato dall’oculista quando frequentavo le elementari. È un vero e proprio disturbo che mi hanno diagnosticato una caterva di anni fa. Non escludo che la mia fotofobia, così si chiama, sia anche psicologica, ma semmai, lo è diventata in seguito. Tutte le interpretazioni sono valide anche perché il nome fa pensare alle fotografie, alle quali sono sempre stata realmente allergica, ma qui foto è inteso come luce. Ma non sono la sola… Pensa, c’è un mio caro amico che quando c’è brutto tempo mi chiama e mi dice: “Piove. Usciamo?”.Ma tu, a messa, canti?
Ma quando vai a Messa, canti? Non penso tu riesca a trattenerti... M'immagino la scena. Tu in ultima fila, appena inizi a cantare tutti si girano verso di te. E poi, m'immagino il prete che non può celebrare la Messa perché i fedeli chiedono il bis. Solo cose belle Uiallalla
E qui si aprirebbe una voragine… Se tu avessi molto tempo, se io trovassi la voglia e un buon motivo per farlo te ne potrei anche parlare. Ma non credo. Io parlo poco. Non dico che mi faccio capire a segni, ma quasi. Le persone che amo qualche fonema l’hanno sentito. Fuori dalla stretta cerchia dell’amore credo che sarebbe necessario un ricatto, per farmi aprir bocca. Ti posso dire che sì, parlo poco. E canto ancora meno. Ti abbraccio.Straordinario Walter
Su Youtube sto ascoltando il tuo Gran Varietà: straordinario, con Walter Chiari. Diego
Anche quello c’è su youtube? E il mio filmino della cresima l’hanno messo? A proposito di Walter. Ieri sera ho assistito su RAI 1 a una roba tremenda sulla sua vita. Una roba di un cattivo gusto totale. Fastidioso. Hanno avuto del coraggio… coraggio degno di miglior causa. Non ho visto gli ascolti, ma se fossero vicino allo zero non mi dispiacerebbe. Lì Walter non c’era proprio.Mina anch’io
C'è una cosa che mi sta a cuore farti sapere: quand'ero piccola e mi chiedevano come mi chiamassi, non riuscendo a pronunciare correttamente il mio nome dicevo “Mina”. E a distanza di anni lo trovo un grande onore per me! Non avrò mai la tua voce, ma per un po' ho avuto il tuo nome. ex Mina, adesso Martina
Ciao Martina. Hai un nome splendido, mi piace molto. Mia figlia Benedetta ha “rischiato” di chiamarsi come te, pensa. Il mio, invece, non l’ho mai digerito. La sorella di mio padre si chiamava così. Chissà i miei nonni a cosa pensavano quando hanno scelto il nome. Mio padre mi raccontava che quando è andato all’anagrafe per denunciare la mia nascita ha avuto problemi con l’incaricato: “Che num èèl?”. E fu gentilmente costretto a aggiungerne un altro. È così che è nata la convinzione che io mi chiami Annamaria. Il mio secondo nome.Quello che mi manca di lui
Come si sopravvive alla perdita di una persona tanto amata? Come posso farmi una ragione del fatto che non godrò più del suo sorriso dolcissimo, la sua voce calda, le sue mani di velluto? È così difficile...Ti saluto caramente, M.T.G.
Non si sopravvive. Non sono in grado di dirti parole di conforto. Hai vissuto, stai vivendo l’episodio in assoluto più violento della vita. Sono con te. Cerca solo di non pensare che si tratti di un oltraggio che hanno fatto solo a te. Non incattivirti, se ci riesci. Ci siamo passati o ci passeremo tutti. Bella consolazione, eh?« back