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Vanity Fair n. 16/2012 del 25/04/2012


Ho tradito (in una sauna gay). L’amore è sereno, finché non entra in un locale e, nella penombra, incrocia due occhi neri e una forte passione.

Cara Mina, stavamo guardando certe tue foto dov'eri completamente vestita ovviamente di nero, in estate, e ci chiedevamo: ma come fa? Non sente caldo? Scusa per l'invadenza, è solo una piccola curiosità. Un abbraccio, Angela e Andrea

Certo che queste sono domande che muovono troppi sentimenti intimi, il côté privato di cui nessuno vorrebbe mai parlare, segreti reconditi, roba da far sobbalzare la psiche. Lasciatemi scherzare un pochino, cari Angela e Andrea… Perché mi vesto di nero? Boh, perché è il “colore” che preferisco. In estate non ho problemi perché non vado sotto il sole aperto. Preferisco la frescura, il luogo non soleggiato dei miei pensieri più infreddoliti. Un bacio e due ghiaccioli.




Le parole non dette

Sono fidanzato da 1 anno e mezzo con un ragazzo e la storia procede in modo sereno. Oggi sono andato in una sauna gay a Bari e ho incrociato due occhi neri. Nessuna parola, ma tanta passione. Mi sono sentito vivo come non accadeva da tempo. E sai come è finita con il ragazzo della sauna? Ho evitato che il bel militare mi potesse chiedere il numero di telefono. Ora ho paura anche di rivedere il mio compagno. Lo so che ho sbagliato ad andare in sauna. Ma so che sto sbagliando ancora di più con Leo (il mio compagno). Ti starai chiedendo se lo amo. La risposta è sì. Vincenzo

Basta saune, direi, caro Vincenzo. Hai il mare a un passo. Scaraventati dentro, raffréddati e sta tranquillo. Oppure fa’ la doccia a casa per evitare che due begli occhi neri te li faccia lui.




In che mani siamo?

Quando si pensa di aver toccato il fondo si scopre sempre, ahimé, che il fondo è sempre più in basso. Ma si può vivere in un Paese che ci costringe ad ascoltare uno che dice che con il Tricolore fa cose orribili, un altro che vaneggia dicendo che veder due donne che si baciano è fastidioso come vedere uno che fa pipì per strada, un altro ancora che dà della culona a un premier straniero? E poi vedere tutti questi gentlemen totalmente sconcertati e inorriditi perché il Ministro Riccardi si è lasciato scappare la frase: “Questo modo di fare politica fa schifo”. Ma andateve tutti a fan… (so che apprezzerai il ricercato latinismo). Un abbraccio Enrico

È vero, caro Enrico, apprezzo il ricercato latinismo. Ed è un vocativo, se non proprio un imperativo, che sento ripetere da più parti, anzi da ogni dove. Amore mio, qui siamo, qui e a questo punto. Molto, ma molto lontani dal fondo che, per ora, neppure si indovina.




Il canto e la mandibola

Da anni mi diletto a cantare e lo faccio anche professionalmente. Ho uno studio di registrazione, sono diplomato Ingegnere del suono, in passato ho avuto a che fare con insegnanti di canto lirico e non. Ho fatto serate live che duravano da mezzanotte alle sei di mattina, e la voce costantemente in forma fino alla fine. Ma poi, un bel giorno, ho cominciato ad avere problemi mandibolari: digrigno i denti la notte (anche con il bite), il che rende molto spesso il canto faticoso. Hai mai avuto esperienze del genere e se sì, come le hai superate? Mirco mandibolone

Non vedo possibile correlazione tra bruxismo e dolore o fastidio nell’uso della voce. Ma io non ne so gran che. Vedo che hai già consultato un medico che ti ha consigliato il bite. Io, dall’alto della mia ignoranza, mi permetto di avanzare l’ipotesi che ciò sia originato da uno stress che, forse, non riconosci. Ma canta, canta più che puoi. La musica aiuta. Sempre. Ciao Mirco, un bacio.




Tu che mi hai sorriso

Posso dire che non sei un’extraterrestre perché a me, che abito a Lugano, è già capitata la fortuna di incontrarti nei negozi della nostra città. Mi ricordo una volta, nel periodo di Natale, di averti incontrata nel reparto giocattoli di un grande magazzino. Io avevo mio figlio nel passeggino e, dopo averti fatta passare, hai sorriso a me e salutato lui. Ah, come gongolavo quel giorno! Quindi confermo, Mina fa shopping come tutti noi. Samanta

Ti ho sorriso? Strano, di solito mordo. Ma un bambino piccolo mi commuove e mi incanta. Mi viene voglia di farlo ridere e di accarezzarlo. Ed è così da sempre. Baciami tuo figlio, cara Samanta.




Speciale Vanity C’È Mina Per Voi del 18 aprile , 2012 Che ne è stato del ragionier Giustini?

Cara Mina, è molto tempo che non ho notizie del tuo ragionier Giustini. Avrei voglia di sapere qualcosa di lui. Me ne puoi parlare? Grazie, Emanuele

Non era la prima volta che, in quei giorni, notava l’immagine di una nave possente immersa in un mare d’azzurro. E, a caratteri cubitali, una cifra sproporzionata verso il basso rispetto all’offerta. Il ragionier Giustini non capiva l’insistenza con cui il giornale gli rimbalzasse addosso una proposta di viaggio in crociera così allettante. Persino per chi aveva fatto della parsimonia, più che uno stile di vita, un vestito cucito addosso senza parvenza di artificio. Già a febbraio il capoufficio aveva comunicato che le vacanze di Pasqua sarebbero state più lunghe del solito. Il ragionier Giustini aveva così programmato di tornare al paese natale che in primavera gli suggeriva in modo più evidente i ricordi dell’infanzia. Il ciliegio sulla strada verso la scuola, che iniziava a fiorire, lo zio che ricominciava la cardatura della lana per materassi tenendo la porta di casa aperta sul cortile, il profumo dell’aria che soltanto lì era così dolce. Ma l’immagine della nave lo portò a scompaginare i progetti. E, vergognandosi un po’, decise di cedere alla tentazione. Senza dirlo a nessuno. Scelse la crociera più economica e si ripropose che avrebbe ridotto di alcuni giorni la vacanza nella solita pensione, in estate. In fondo, non gli serviva granché per riempire la valigia: la solita giacca a righine bianche e azzurre, quella che indossava soltanto nei giorni di vacanza e poco altro. Aveva deciso, follia, di concedersi un paio di occhiali per contrastare il sole che nel Mediterraneo sarebbe stato particolarmente feroce. Non parlò con nessuno durante la crociera. Rimase solo, per giorni a guardare l’orizzonte, sul ponte della nave. E in quel silenzio il ragionier Giustini fu disturbato solo quando si accorse che molti viaggiatori si chiedevano se anche quella nave avrebbe fatto l’inchino. Non capiva. Ma pensò che la sua vita era stata tutta un inchinarsi. Davanti ai suoi doveri di impiegato inappuntabile, davanti al ricordo incontenibilmente straziante di sua madre, davanti a Fiamma che amava disperatamente e non aveva mai osato avvicinare. E in quella sera che aveva una certa dolcezza fece l’inchino più semplice. Davanti all’orizzonte in cui mare e cielo preludevano all’infinito, dentro cui sentiva presenti tutte le persone che aveva amato e poteva ritrovare. In silenzio.




Speciale Vanity C’È Mina Per Voi del 20 aprile , 2012 Buon noncompleanno caro Antonio

Buongiorno Cara, oggi è il mio compleanno e, mentre ascolto il tuo Piccolino, voglio farmi un regalo: pensare che leggerai queste righe. Un affettuoso saluto. Antonio

Ti accontenti di poco, mio caro Antonio. Il tuo compleanno è già passato e allora io ti auguro un buon noncompleanno per tutti i giorni che restano fino al prossimo. Sei una dolcezza, grazie.




Speciale Vanity C’È Mina Per Voi del 24 aprile , 2012 Matrimonio a rischio, per suocera in sovrappeso

Cara Mina,
da circa un anno vivo una relazione meravigliosa con la mia fidanzata, da otto mesi conviviamo e tra poco ci trasferiremo in una nuova città per iniziare un nuovo progetto di vita insieme. Io ho un buon lavoro e lei ancora no. Poco più di un mese fa le ho chiesto di sposarmi. Per me si tratta di un passo importante, per dare maggiore autenticità al rapporto e ai progetti. Lei è felicissima, ma sua madre non ha affatto preso bene questa notizia. Non vuole che ci sposiamo a settembre perché lei non è pronta: è molto ingrassata e non si sentirebbe a proprio agio. Credo sia depressa. Così ha deciso che non verrà alle nostre nozze. Siamo disperati. Dobbiamo rimandare? Non so proprio come muovermi. A.

Oh, Signuur… ma non ci voglio credere… Andare al matrimonio della figlia in sovrappeso è veramente sconveniente. Non si è mai visto un tale disastro etico ed estetico. Non vi resta che rimandare a dieta eseguita e a dimagramento ottenuto. Andrebbero stabiliti i kilogrammi in meno necessari e sufficienti per rendere valide le nozze. Ora, se questo è il problema maggiore dovreste parlarne in riunioni collegiali, con l’intervento di dietologi, sacerdoti e qualche clown di contorno. Invece di perdere tempo nelle decisioni che riguardano il vostro futuro di vita, argomento del tutto superficiale e banale, sarebbe utile che vi concentraste sulla linea del culo di tua suocera. Nel caso di un suo rifiuto definitivo a presenziare alla cerimonia per la potente ragione del “proprio agio”, potreste considerare il vantaggio del risparmio sulle spese del pranzo. Non tutti i mali vengono per nuocere. Ragazzi, sposatevi immediatamente, non rimandate. La suocera, con i suoi lardi, lasciatela senz’altro a casa a riflettere. Vi abbraccio. Questa mi mancava…




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