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Vanity Fair n. 22/2012 del 6/06/2012


La mia vita con il freno a mano. Da quando è mancato suo padre, ha smesso di amare. Perché teme di essere “lasciata” di nuovo

Cara Mina, mi ha lasciato. Ha creduto ciecamente alle bugie che il mio ex è andato a raccontargli per rovinare il mio nuovo rapporto che avevo costruito da 5 mesi. E c'è riuscito. Si può essere così accecati di gelosia al punto di credere a qualsiasi cosa ti venga riferita? Ho rabbia verso entrambi, ma soprattutto verso di lui chè sparito lasciandomi con una telefonata. Mandami un abbraccio Mina, ne ho bisogno. Un bacio C.

Certo, ti mando baci e abbracci, ma non, come vorresti tu, di consolazione. Dovresti festeggiare. Hai presente i famosi “due piccioni con una fava”? Ecco. Secondo me ciò che ti è capitato è un vero colpo di fortuna. Minimo sforzo, massimo risultato. Hanno fatto tutto loro, quei due simpaticoni. Si sono montati e smontati da soli, unendo semplicemente alcune loro comuni “meraviglie” come l’indiscrezione, la gelosia, la mancanza di rispetto e la scarsità di fiducia. Il tutto gentilmente dedicato a te. Ma che carini… Non perdere tempo a cercare di riconsiderare i fatti. Va bene così, credimi.




Non ce la faccio a dire di sì

L’unico uomo che io abbia mai amato, il mio adorato papà, un cancro se l'è portato via appena quattro anni fa. Ora ho 19, ma anche se ci sono molti ragazzi che mi corteggiano io proprio non ce la faccio a dire di sì, ad aprire il mio cuore, ad amare. Mi rendo conto che non si può vivere bene così, ma la ragazza solare e determinata di prima mi sembra sparita e la paura di essere lasciata di nuovo è così tanta. Ma si può vivere una vita “con il freno a mano”? Frida

Evidentemente sì, si può. Ma non si dovrebbe. Ti vuoi perdere la tua dose di gioia e dolore, di amore e disillusione, di felicità e di malinconia, di soddisfazioni e sofferenze? Eh no! Non ti puoi chiamare fuori. Non puoi vivere in un limbo asettico che forse ti garantirebbe lo strappo di essere lasciata di nuovo. Questa vita un po’ splendida e un po’ disperata devi viverla anche tu. Frida cara, non aver paura. Comunque vale la pena di provarci. Ti abbraccio.




Che stress quella tesina

Mio figlio frequenta la quinta elementare di una scuola pubblica, a Vicenza. Matteo è un bambino bravo a scuola, capace, ma molto contrariato perché la sua insegnante di storia gli ha dato da scrivere una tesina, da fare in gruppo o da solo. Ma visto che l'insegnante non l'ha aiutato a trovare qualcuno con cui scriverla, l'ho aiutato io. Abbiamo scritto 35 pagine e poi altre dieci, con cartine geografiche allegate. Che stress e che fatica, però. Una tesi così non la fanno neanche gli studenti delle superiori e non vorrei che Matteo prendesse un voto basso. Ma almeno, abbiamo passato tanto tempo insieme. Mamy Monica

Ti sarai divertita. Dopo la fatica e il piacere di un lavoro con tuo figlio, ti affiorano orgoglio e ansia da postprestazione. Adesso vorresti prendere un bel voto, per fare bella figura con tuo figlio e fargli capire che nessun altro suo possibile collaboratore avrebbe potuto fare di più e meglio di te. Ti posso assicurare che questo è vero, anche senza attendere il giudizio di un maestro di scuola. Mi stupisce un po’ che le dimensioni della tesina assomiglino a quelle di una monografia tutt’altro che concisa. Il consiglio è quello di tenerne una copia. Non si sa mai! Scuole superiori, università, master. Fra tanti anni, quei fogli un po’ più gialli e spiegazzati saranno importanti molto più che una fotografia nella quale stenteresti a riconoscerti e a ricordare i pensieri che avevi dentro. Nella tesina a quattro mani continuerà ad esistere il senso della maternità vissuta come la stai vivendo adesso. Brava Monica. Un bacio a te e a Matteo.




Grazie a Josh (dei RHCP)

Ho visto che spesso dai con piacere un'occhiata ai nuovi talenti. Lo scorso dicembre, in occasione di un paio di concerti italiani, Josh Klinghoffer, nuovo chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, si è esibito nell'esecuzione di un tuo storico brano, Io sono quel che sono. In caso lo vedessi, quale sarebbe un tuo parere a riguardo? Apprezzi questo omaggio alla tua musica? Giulia

Certamente, cara Giulia. L’ho visto e ascoltato su youtube. Mi dicono che Josh ha sentito il pezzo in taxi a Roma, e la sera stessa l’ha voluto rifare. Bello.




Speciale Vanity C’È Mina Per Voi del 31 maggio , 2012 Sarà per un’altra volta

Cara Mina, le scrivo di getto dopo aver letto la risposta alla lettera in cui una lettrice faceva i complimenti a suo figlio Massimiliano. Mamma mia, mi sono usciti due lacrimoni di commozione quando ha fatto solo una precisazione: “Massimiliano non è figlio di una star. È figlio mio”. Grazie, vorrei essere anch’io sua figlia. Ho 50 anni, potrebbe andare bene? Un abbraccio forte, Silvia

Dolcissima Silvia, da un punto di vista strettamente anagrafico la combinazione sarebbe anche possibile. Ringraziandoti per la fiducia estrema espressa nella tua affermazione, ho però paura che incontreremmo qualche difficoltà nella procedura di adozione. E poi, detto in confidenza, credo che i miei figli ne sarebbero così gelosi da non acconsentire. E ancora, rispetto la natura per ciò che mi ha dato e non le toglierò i diritti e i doveri che mi ha assegnato. “Sarà per un’altra volta”. Ti saluto, figlia mia immaginaria.




Speciale Vanity C’È Mina Per Voi del 5 giugno , 2012 Mia sorella mi detesta, che cosa devo fare?

Cara Mina, ho 16 anni e una sorella maggiore di 23. Abbiamo un rapporto pessimo: lei mi odia, pensa che i miei mi abbiano dato tutto, fa sempre confronti, a ogni minima discussione mi ripete che sono stata fortunata e viziata. A me spiace di questa continua tensione. Io vedo altre mie amiche con fratelli minori e, nonostante anche loro pensino che i figli più piccoli siano più fortunati, non li trattano in questo modo. Lei un giorno mi ha detto che in futuro rimarrò sola e che me lo sarò meritata: anche ammettendo che ho avuto più di lei, non sono un mostro, sto per i fatti miei e quando ha bisogno di me io ci sono sempre. Cosa fare? Sto male e quest’anno rischio la bocciatura. Un abbraccio, Serena

A prima vista, cara Serena, sembra che l’errore risieda nel comportamento dei vostri genitori. È il loro atteggiamento che ha generato in tua sorella questo disagio, questo sentimento, in buona sostanza, di gelosia. Sì, perché credo che non si tratti di altro. Potrebbe essere che la situazione economica sia sensibilmente cambiata, da quando lei era piccola. Forse è proprio questo il motivo dei “vizi” che hanno avuto la possibilità di darti. E che non hanno potuto dare a lei. Non so, faccio delle ipotesi. Una cosa è certa. Non è colpa tua. Spero che tua sorella se ne renda conto e si avvicini a te con tenerezza. Ciao, un bacio.




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